Prospettica

Sismabonus: la detrazione spetta anche in caso di demolizione e fedele ricostruzione

La detrazione d’imposta relativa al Sismabonus spetta anche qualora l’intervento abbia ad oggetto la demolizione e la ricostruzione fedele, ossia con la medesima volumetria, dell’edificio preesistente, lo ha stabilito l’agenzia delle entrate con la risoluzione 34/E del 27 Aprile 2018. Nell’ipotesi in cui l’intervento comporti la diminuzione di due classi di rischio, la detrazione d’imposta spetta nella misura dell’80 per cento della spesa sostenuta (limite fissato a 96.000 euro).

Con la risoluzione n. 34/E datata 27 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in ordine al Sismabonus, ossia la detrazione d’imposta prevista dal Legislatore per incentivare l’effettuazione di interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico degli edifici.
Il caso sottoposto all’attenzione dell’Agenzia riguarda tre persone fisiche comproprietarie di un immobile reso inagibile dal terremoto del 1972 verificatosi nella regione delle Marche. I predetti soggetti hanno successivamente proceduto con la demolizione e la fedele ricostruzione dell’immobile (rispettata la iniziale volumetria), che ha comportato la diminuzione di due classi di rischio sismico.
Tre le questioni che necessitavano dei chiarimenti dell’Ufficio:

a) relativamente alla tipologia di intervento sopra descritto, i contribuenti possono beneficiare della detrazione d’imposta prevista dal Sismabonus?
b) in caso affermativo, l’ammontare della detrazione di cui può beneficiare il singolo comproprietario dipende dall’ammontare delle spese sostenute ovvero viene quantificata in funzione della quota di proprietà dell’immobile?
c) può essere applicata l’aliquota Iva agevolata alle suddette spese?

 

Possibile beneficiare del Sismabonus

L’Agenzia ha precisato che, nell’ipotesi in cui l’intervento di ristrutturazione edilizia consista nella demolizione e ricostruzione di un edificio con la medesima volumetria del preesistente edificio, i contribuenti possano usufruire del bonus in questione (per quanto concerne le innovazioni apportate, sono fatte salve unicamente quelle necessarie ai fini dell’adeguamento alla normativa antisismica).
A tal proposito l’Ufficio ha evidenziato la necessità che dal titolo amministrativo “risulti che l’opera consista in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non in un intervento di nuova costruzione”.
In caso di interventi effettuati su immobili che sono sottoposti a vincoli, è necessario che gli interventi di demolizione e ricostruzione “rispettino la medesima sagoma dell’edificio preesistente”.

Se l’intervento comporta la diminuzione di due classi di rischio, la detrazione spetta nella misura dell’80 per cento della spesa sostenuta (limite massimo di spesa pari a 96.000 euro), anziché nella misura ordinaria (50 per cento).

Rileva l’ammontare della spesa sostenuta

La detrazione viene quantificata in funzione della spesa sostenuta e rimasta effettivamente a carico del contribuente.
È necessario che il contribuente sia proprietario dell’immobile, ovvero titolare di un diritto reale, oppure detenga “l’immobile sulla base di un titolo idoneo”.
In presenza di più soggetti che possono beneficiare della detrazione per l’intervento eseguito, la detrazione va ripartita tra essi sulla base della spesa effettivamente sostenuta da ciascun soggetto.

Aliquota Iva agevolata

Per quanto concerne la tipologia di intervento in esame (demolizione con ricostruzione), può essere applicata l’aliquota Iva agevolata (10 per cento) prevista in relazione agli interventi di ristrutturazione.
È necessario che le opere “siano qualificate come tali dalla documentazione amministrativa che assente i lavori”

 

VUOI SAPERNE DI PIU’ ? CONTATTACI  SAREMO FELICI DI RISPONDERE ALLE TUE DOMANDE E FORNIRTI UNA CONSULENZA PER IL TUO PROGETTO

Contattaci con il seguente form.