Prospettica

Vulnerabilità sismica di edifici industriali

Il rischio sismico è ormai un elemento che deve essere considerato, non solo tra le azioni per la verifica delle strutture come prescrivono le norma, ma anche nella pianificazione dei rischi industriali.

La vulnerabilità del tessuto edificato italiano è evidente, anche ai non addetti ai lavori, se si considerando due dati:

  • nel territorio nazionale le aree a elevato rischio sismico sono pari al 44% della superficie
  • oltre il 60% del patrimonio edilizio italiano è stato costruito prima dell’entrata in vigore delle prime norme antisismiche, nel 1974

L’analisi di vulnerabilità è il primo passo per definire un programma di interventi sul fabbricato che consentono, oltre a mitigare il rischio del datore di lavoro, anche di migliorarne l’efficienza permettendo di ridurre gli interventi di manutenzione ordinarie limitare i tempi di fermo produzione, evitando pesanti oneri economici in caso di sisma.

 

La responsabilità del datore di lavoro

Come si pone l’evento terremoto, nella prospettiva dell’imprenditore e degli altri soggetti a diverso titolo coinvolti nella modulazione degli adempimenti in materia di sicurezza sul luogo di lavoro ?

L’allegato IV del D. Lgs. 81/2008 p.to 1.1.1 asserisce che:

Gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro o qualunque altra opera e struttura presente nel luogo di lavoro devono essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al loro tipo di impiego ed alle caratteristiche
Il datore di lavoro è il principale destinatario degli obblighi in materia di sicurezza e, conseguentemente, configura quale principale soggetto responsabile. I terremoti, infatti nelle indicazioni della giurisprudenza, sono considerati come eventi normali evidenziando un nesso di causalità fra il comportamento colposo e l’evento, che impedisce al l’imprenditore di essere esente da responsabilità deducendo la “eccezionalità” dell’evento sismico.

E Quando il datore di lavoro è locatario dell’immobile ?

La responsabilità penale in materia di sicurezza rimane sempre in capo al datore di lavoro che ha affittato un immobile non rispondente ai requisiti di cui all’allegato IV al decreto legislativo n. 81/2008.

 

Si ma non posso fermare le attività aziendali. Come posso fare ? .. il metodo

Lavorare in contesti industriali non è semplice ma esistono alcuni accorgimenti che permettono di non fermare la produzione, utilizzando tecniche di indagine minimamente invasive che se programmate con accortezza, e distribuite nel tempo,permettono di di eliminare le interferenze con il processo produttivo, fornendo però una risposta preliminare già dalla prima fase consentendo di “inquadrare il problema” in breve tempo.

Le fasi di conoscenza e analisi possono essere cosi articolate:

  1. Fase dei sopralluoghi: Analisi della struttura esistente, verifica documentale, schemi semplificati e realizzazione di una valutazione preliminare della vulnerabilità dell’edificio individuando le criticità, ma le tecnologie strutturali (fondali, orizzontali e in elevazione) e la tipologia costrittiva sulla base dei documenti di progetto.
  2. Riunione preliminare per la definizione dell’ambito del progetto (Project scope): In accordo con il Committente, sulla base dei risultati preliminari, si definiscono gli obbiettivi del progetto e una programmazione di tempi e costi che sarà la baseline per la verifica dell’avanzamento dal parte del PM. Si concordano inoltre eventuali soluzioni di consolidamento per la messa in sicurezza anche degli elementi non portanti, che possono causare danni e sospensioni nelle lavorazioni.
  3. Fase delle indagini:  Definizione di una campagna di indagini finalizzata alla definizione delle caratteristiche geometriche della struttura e meccaniche dei materiali. Il livello di conoscenza è definito, in accordo con il Committente, sulla base della consulenza del tecnico e degli obbiettivi del progetto
  4. Fase di analisi: In questa fase si eseguono simulazioni numeriche della risposta strutturale dell’edificio esistente per l’affinamento dei risultati preliminari e la stima numerica della vulnerabilità dell’edificio e della classe di rischio
  5. Presentazione dei risultati preliminari al management dell’azienda:  Il management dell’azienda, in quanto stakeholder principale, è periodicamente (con cadenza settimanale) informato dello stato di avanzamento del progetto e dei risultati individuati dall’analisi. Al termine delle valutazioni, in una riunione dedicata sono presentati al management dell’azienda i risultati  e identificazione delle migliori soluzioni di intervento
  6. Eventuale progetto e realizzazione dell’intervento di miglioramento  
  7. Supporto per la richiesta delle detrazioni fiscali previste dalla legge 
  8. Monitoraggio e verifica della prestazione: Vi affianchiamo nella fase di collaudo per verificare la qualità dell’intervento e rilasciamo un certificato di miglioramento che attesta la conformità di quanto realizzato al progetto

 

Detrazione e incentivi

Il legislatore italiana ha messo a disposizione di imprenditori ed artigiani uno strumento di grande utilità per l’adeguamento/miglioramento antisismico. Il sisma-bonus per capannoni ed edifici industriali, situati nelle zone a rischio sismico 1,2 e 3, riconosce una detrazione fiscale delle spese di messa in sicurezza effettuate fino al 31 dicembre 2021.

Le detrazioni previste nell’ultima versione del sisma-bonus partono dal 50% delle spese sostenute. Se gli interventi di miglioramento determinano il passaggio ad una classe di rischio inferiore la detrazione aumenta al 70%. Se il miglioramento comporta il passaggio a due classi di rischio inferiore la detrazione arriva all’80%.

La spesa massima sulla quale si possono calcolare le detrazioni è di 96000 euro. La detrazione va spalmata su 5 anni.

Oltre ai lavori, nelle spese agevolate vanno considerate anche la classificazione e la verifica sismica degli immobili, la progettazione degli interventi, le perizie e i costi delle pratiche.

 

 

La conoscenza è il primo passo verso la soluzione del problema …

Di fatto è fondamentale, “in tempo di pace”, eseguire un’analisi di vulnerabilità sismica anche in virtù anche della posizione geografica dell’impianto produttivo per poter definire una corretta strategia di prevenzione e mitigazione del rischio

 

 

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