Prospettica

BIM e trasformazione digitale

Oggi viviamo in quella che possiamo definire 2° età delle macchine. I computer e le innovazioni digitali stanno incrementando le nostre potenzialità di gestire e ottimizzare i processi industriali.  La progressiva digitalizzazione dei processi rappresenta, oggi e sempre di più in futuro, una grande opportunità di efficienza ed economia per quegli attori che saranno in grado di preparare il cambiamento anche attraverso l’adozione di una struttura BIM sia nella gestione del proprio core business ma anche nel management dei propri asset.

Bim e trasformazione digitale

Ogni azienda sarà forzata a diventare sempre più “tecnologica” a causa degli impatti che nuove soluzioni e i relativi adeguamenti organizzativi imporranno per restare competitivi. ..Ma ogni viaggio inizia con un piccolo passo, occorre ripensare le strutture e le best practise esistenti per adattarle in ottica bim-oriented.

L’aumento esponenziale dei dati da gestire derivante da Internet of things, Mobile communication e Business intelligence («analytics») farà coppia con la capacità di gestire le informazioni e organizzarle per permettere a tutta la filiera di lavorare in modo integrato, usare dati ed informazioni univoche, piattaforme accessibili a tutti e in remoto, strumenti di pianificazione e gestione aggiornati in real-time.

In quest’ottica sono da leggere le prescrizioni del nuovo codice appalti che in tema di BIM fissa una road map chiara.

La prima tappa è fissata al 2019, ma solo per le opere sopra i 100 milioni, con scadenze progressive, per un sistema regolamentare che entrerà a pieno regime nel 2022. Il decreto del ministero delle Infrastrutture che fisserà il calendario per l’utilizzo del BIM in Italia è entrato oggi nelle settimane chiave. Per la fine di febbraio dovrebbe essere materialmente chiusa la scrittura del testo. Intanto, però, alcune linee di indirizzo stanno già emergendo e danno spunti molto interessanti sul futuro del settore.

L’impostazione della commissione, per adesso, punta a un percorso lento ma di crescita costante per la Pa, partendo da un presupposto: il livello di formazione delle stazioni appaltanti (ma anche di imprese e professionisti) è ancora scarso. Per questo non è pensabile una fuga in avanti con un obbligo generalizzato già nei prossimi mesi. Meglio dare tempo al settore di adeguarsi, seguendo un calendario impostato in tre momenti ben individuati.

Building Information Modeling

Il primo scatterà nel 2019: tra due anni i tempi saranno maturi per l’obbligo. La seconda fase sarà relativa al triennio 2019-2021. In questo arco di tempo gli obblighi si allargheranno anche ad altri soggetti, poco per volta. Seguendo, però, molto probabilmente un criterio legato alla complessità delle opere e non al loro valore.

Dal 2022 in poi scatterà la terza fase, con il sistema a pieno regime. Sempre che, nel frattempo, non vengano portate ulteriori correzioni al testo che la commissione sta scrivendo in questi giorni.

Non dobbiamo credere che i vantaggi rappresentati da questa innovazione siano limitati alle nuove realizzazioni, in questo ambito, la digitalizzazione riguarderà tutto il ciclo di vita di un edificio: dalla progettazione (creazione dei modelli BIM, Building Information Modeling), ai processi operativi e gestionali (BIM tools).